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Il caso 137

Cineforum
Guillaume viene colpito da un poliziotto a una protesta. L’agente Stéphanie indaga, sfidando colleghi e sistema per ottenere giustizia. La polarizzazione tra polizia e società civile in un film che mantiene la purezza narrativa rifiutando ogni faziosità.

Guillaume ha vent’anni e insieme alla madre, la sorella e il ragazzo della sorella parte dalla provincia francese per partecipare ad una manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Il gruppetto famigliare, partito come per una scampagnata, non fa pare della protesta più strutturata e aggressiva, ma Guillaume si beccherà comunque un colpo di pistola in testa da un poliziotto antisommossa. Il caso, cui viene assegnato il numero di protocollo 137, arriva sulla scrivania di Stephanie, una poliziotta adibita a investigare l’uso della violenza, da parte delle forze dell’ordine, “non necessaria e proporzionata”. E lei conducendo le indagini con diligente meticolosità, nella crescente disapprovazione dei suoi colleghi e persino del suo ex marito, anche lui poliziotto. Riuscirà a ristabilire la verità e a fare giustizia?

Dossier 137 è una disamina della polarizzazione fra polizia e società civile che esamina le ragioni di tutti e racconta in modo originale il rapporto di sfiducia che si è instaurato fra i cittadini e le forze dell’ordine.

La regia di Dominik Moll, già autore di La notte del 12 che raccontava un altro complicato caso di polizia, è asciutta e rigorosa, e mette in contrapposizione le opposte visioni senza sensazionalismi e senza scene madri, mostrando la quotidianità di certe dinamiche di sopraffazione.

Al centro di un film che si potrebbe definire “di genere” c’è una monumentale Léa Drucker che interpreta il ruolo di Stephanie in sottrazione, facendoci percepire sotto la quieta superficie della sua compostezza adulta la rabbia che le monta dentro davanti all’ingiustizia istituzionalizzata, così come la tristezza di fronte alla convinzione della gente che All Cops Are Bastards. Il suo rapporto con i genitori e il figlio aggiunge complessità al suo personaggio di persona responsabile che non ama le decisioni draconiane e studia le zone grigie dell’esistenza – ma questo non le impedisce di stabilire con chiarezza quale sia la cosa giusta da fare.
Genere : Thriller
Durata : 115 minuti
  • 1 Ottobre 2026 16:00
    1 Ottobre 2026 21:00
    2 Ottobre 2026 21:00
    7 Ottobre 2026 21:00

Festa dei nonni – I racconti del giardino incantato

Festa dei Nonni 2026
Tratto da tre racconti di Arnost Goldflam, il film è la storia di tre fratelli. Un giorno, dai nonni, niente è come al solito: il nonno è svampito, la nonna non si trova, tutto sembra andare per il verso sbagliato. Così tocca ad uno dei tre improvvisarsi cantastorie per cercare di colmare l’assenza della nonna.
In occasione della FESTA DEI NONNI il Cinema Teatro DAVID avrà piacere di ospitare dalle ore 14.00 con ingresso gratuito e merenda offerta e dalle ore 15.00 con la proiezione del film animazione, tutti i nonni e i nipoti che vorranno passare un piacevole  pomeriggio insieme a noi.
Genere : Animazione
Durata : 71 minuti
  • 3 Ottobre 2026 15:00

Oceania

Film Weekend
Vaiana oltrepassa la barriera corallina e incontra nuovi personaggi che abitano l’Oceano Pacifico.

Nell’adattamento live-action Disney dell’acclamata avventura animata di dieci anni fa, Vaiana risponde al richiamo dell’oceano e, per la prima volta, si spinge oltre la barriera corallina dell’isola di Motunui con il famigerato semidio Maui in un viaggio pieno di insidie per riportare la prosperità al suo popolo.

Forse per questo tipo di operazioni il critico dovrebbe farsi cancellare la memoria e vedere finalmente un remake fotocopia in live-action di un cosiddetto classico (non sono trascorsi nemmeno dieci anni…) di animazione Disney di grandissimo successo senza cadere mai in alcun tipo di confronto.

Perché, così facendo, avrebbe uno sguardo vergine su una storia e, soprattutto, cosa più importante, su come visivamente è stata portata sul grande schermo. E dunque, pur amando infinitamente di più la morbida e rotonda animazione del primo Oceania, visto che l’adattamento è sempre dello stesso Jared Bush a cui si è aggiunta Dana Ledoux Miller che aveva scritto Oceania 2, il risultato è godibilissimo, complice la regia elegante ed equilibrata di Thomas Kail. Inoltre l’attrice australiana diciannovenne che ha nel sangue quello degli indigeni polinesiani, Catherine Laga’aia, per la prima volta sul grande schermo, è perfetta per interpretare Moana, ops… Vaiana (com’è noto dieci anni fa per l’edizione italiana si decise di cambiare il nome della protagonista che richiamava quello di una famosa attrice porno e di conseguenza anche il titolo del film). Esattamente come Dwayne Johnson – sempre che lo spettatore non si distragga troppo nel seguire l’andamento della folta e imbizzarrita parrucca di The Rock (qui anche produttore) – che interpreta Maui, colui il quale l’aiuterà a salvare il suo popolo.

I temi centrali di Oceania, tra cui il coming of age di una ragazza che passa attraverso la ricerca pervicace della propria identità superando il reef proibito, sono tutti intatti e sono spesso amplificati dalla colonna sonora con le stesse musiche che hanno reso celebre il primo film di animazione. Sul versante produttivo le riserve sono invece maggiori perché proporre un remake di un film quando non sono passati nemmeno dieci anni rimane un azzardo o, e il risultato non cambia, dimostra una sempre più drammatica mancanza di idee. In più, paradossalmente, parlando di Disney, sembrerebbe venir ‘sminuita’ proprio l’animazione, considerata alla stregua di un genere cinematografico e non, come naturalmente è, un film a tutti gli effetti. Ma queste sono elucubrazioni di chi non s’intende di marketing, di target, di “what a fuck” nei film come ha avuto modo di scherzarci su Nanni Moretti.
Genere : Azione, Avventura, Commedia
Durata : 115 minuti
  • 3 Ottobre 2026 18:00
    4 Ottobre 2026 18:00

Naza

Film Weekend
Un’opera analitica e razionale nel cuore di Tel Aviv. Un atto necessario di resistenza.

Di notte, sui tetti di Tel Aviv, vanno in scena le registrazioni di testimonianze anonime da parte di operatori dell’intelligence e membri dell’esercito israeliano, che dal 2023 hanno preso parte ai sistematici spionaggio, sorveglianza e uccisione di civili palestinesi a Gaza. Prodotto dal The Guardian e dalle pubblicazioni israelo-palestinesi “+972 Magazine” e “Local call”, il documentario fa un resoconto delle tecnologie – dalle intercettazioni all’hackeraggio, per arrivare all’intelligenza artificiale – usate per il monitoraggio della popolazione e di come esse agiscano in diretto supporto a una campagna pluriennale di bombardamenti, droni e cecchini che hanno prodotto decine di migliaia di morti in tutta la Cisgiordania negli ultimi anni.

Dopo il successo globale ottenuto con No Other Land, la “metà” israeliana del collettivo di quattro registi del documentario premio Oscar sposta l’obiettivo dai territori occupati della Cisgiordania fino al cuore di Tel Aviv.

Lo fa adattando per lo schermo in modo lucido ed essenziale il lungo processo di giornalismo investigativo che a partire dal 2023 ha raccolto le incendiarie testimonianze di israeliani che hanno preso parte al genocidio palestinese. Composto esclusivamente di immagini notturne della skyline cittadina, con una macchina da presa che scruta fino all’interno dei salotti e delle stanze nei quali la popolazione vive indisturbata il proprio quotidiano (grande enfasi è posta sulle TV accese con i proclami di un onnipresente Netanyahu e di altri esponenti governativi e mediatici), il lavoro di Yuval Abraham e Rachel Szor si gioca tutto sulla distanza tra lo sfondo e il primo piano, in cui nasconde volti e voci di persone sui tetti mentre confessano di una progressiva realizzazione di ciò a cui stavano partecipando. La loro è un’ideale contro-programmazione televisiva, una versione a specchio del rituale collettivo del TG della sera messo in scena nell’oscurità fuori alla finestra. “È come avere gli ormoni impazziti” confessa un soldato, in un misto di spersonalizzazione digitale, euforia collettiva da propaganda, delirio di onnipotenza oltre ovviamente al più classico dei “questi erano gli ordini”. Molti i numeri e le cifre che si rincorrono nel documentario, spesso a quantificare i cosiddetti “naza” (vittime collaterali uccise assieme a un obiettivo originario) che vengono ritenuti accettabili per ogni singola operazione militare.

Genere : Documentario
Durata : 80 minuti
  • 3 Ottobre 2026 21:00
    4 Ottobre 2026 21:00

CINEFORUM

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